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Festa dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate. Il sindaco agli studenti: scegliete la gentilezza al posto della prepotenza

Molto sentita e partecipata la cerimonia dedicata alle Forze Armate. Ecco le riflessioni del sindaco Mancini, dell'assessore Argentieri, del capogruppo degli alpini Di Bartolomeo e del maresciallo dei carabinieri, D'Alfonso.

Data :

4 novembre 2026

Categorie:
Comune
Festa dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate. Il sindaco agli studenti: scegliete la gentilezza al posto della prepotenza
Municipium

Descrizione

Festa dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate 
<La pace è un atteggiamento mentale, scegliete la gentilezza al posto della prepotenza>: così il sindaco Mancini agli studenti durante la cerimonia di commemorazione di oggi davanti al municipio di Torre de' Passeri. 
 
<Ai giovani voglio dire che le guerre non sono mai la soluzione. La pace si costruisce con piccoli gesti quotidiani. Ogni volta che sceglierete l'ascolto al posto del pregiudizio, la gentilezza al posto della prepotenza, farete un passo concreto verso la pace. La pace non si costruisce sui social, ma nelle piccole azioni dentro casa, a scuola, nella vita sociale. La pace è un atteggiamento mentale. I nomi incisi sul marmo delle nostre lapidi ci ricordano quanto sia alto il prezzo della libertà e della coesione nazionale. Il modo migliore per onorare il sacrificio di questi eroi è fare in modo che la nostra comunità sia un luogo di accoglienza, giustizia e rispetto reciproco>, così il sindaco Giovanni Mancini alla cerimonia del 4 Novembre celebrata oggi davanti al municipio alla presenza degli studenti delle classi terze del comprensivo "Alberto Manzi" del gruppo alpini di Torre de' Passeri e Castiglione, istituzioni e cittadini. 
 
Il primo cittadino era affiancato dall'assessore alla Cultura, Valeria Argentieri, che ha coordinato i lavori della manifestazione; dal presidente del Consiglio, Marco di Nicolantonio; dal consigliere Alessandra Bortoletti; dal comandante della locale stazione dei carabinieri maresciallo maggiore Alessio D'Alfonso; Dino Berardi per la la polizia municipale e Mario Di Bartolomeo, coordinatore del gruppo alpini. Don Matteo Mosca ha benedetto la cerimonia, scandita da momenti di grande pathos come il canto dell'Inno d'Italia con la mano sul cuore, l'alzabandiera, gli onori alla nazione e la deposizione della corona davanti al monumento ai caduti dei conflitti bellici. 
 
L'assessore Argentieri: <Ragazzi, voi siete il futuro di questa comunità. Studiate, conoscete la storia: non per erudizione, ma perché la memoria è il primo presidio contro il ripetersi degli errori. Siate cittadini vigili e consapevoli, artefici di pace nelle vostre scuole, nelle vostre famiglie, nelle nostre città. Onoriamo chi è morto per la nostra pace nel modo più alto: vivendo da donne e uomini liberi, responsabili, solidali>. 
 
Di Bartolomeo ha ricordato la recente strage dei 4 militari caduti in Bosnia nello schianto con l'elicottero, impegnati in una missione internazionale. <La loro tragedia>, ha detto, <ci ricorda che dietro ogni uniforme ci sono persone, famiglie, affetti e una scelta di servizio che merita gratitudine. Il significato più profondo della presenza, oggi, è che sì, dobbiamo continuare a rispondere Presente! anche in un tempo caratterizzato da equilibri incerti e da un disagio sociale che colpisce soprattutto le giovani generazioni. Il nostro motto: di qui non passa lo straniero significa che non devono passare l'indifferenza, l'egoismo, l'intolleranza, l'odio e la rassegnazione>. 
 
Il comandante D'Alfonso ha esortato i giovani a <cantare l'inno nazionale per onorare chi da giovane ha lasciato la vita per noi, per la nostra libertà>, ha detto con lo sguardo rivolto al monumento ai caduti, <ci sono persone, qui, oggi, che malgrado gli acciacchi e l'età sentivano di esserci perché sentono il peso della responsabilità di rendere onore a quelle persone che ci hanno preceduto, che sono morte per noi. Potrebbero stare tranquillamente a casa invece sono qui sono qui in mezzo a noi a testimoniare la presenza dello Stato> e poi ha messo in parallelo lo stridore della cronaca, una giovane donna di 29 anni morta nello schianto in Bosnia menre compiva il suo dovere, e giovani della stessa che devastano le città. Quindi il monito: <Pensate con la vostra testa, fate sempre la scelta giusta>.
 
Gli studenti del Manzi, comprensivo guidato dalla preside Antonella Pupillo, erano accompagnati dagli insegnanti Massimiliano D'Aprile e Rossana Olgiati.
Municipium

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Ultimo aggiornamento: 4 novembre 2026, 14:43

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